Bonus inferriate: detrazioni fiscali per grate di sicurezza e come ottenerle

Informazioni verificate il 17 settembre 2026 sulla guida dell’Agenzia delle Entrate “Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali” (aggiornamento di febbraio 2026). Le regole cambiano con le leggi di bilancio: prima di pagare i lavori controlla sempre la versione in vigore.

Sì, le inferriate e le grate di sicurezza sono detraibili: l’apposizione o la sostituzione di grate sulle finestre rientra tra le misure per prevenire furti e intrusioni ammesse alla detrazione Irpef per il recupero del patrimonio edilizio, prevista dall’articolo 16-bis del Testo unico delle imposte sui redditi (TUIR). Per le spese sostenute nel 2026 la detrazione è del 50% sull’abitazione principale del proprietario e del 36% negli altri casi, con un limite di spesa di 96.000 euro, da recuperare in dieci anni.

In questa guida trovi a chi spetta il bonus inferriate, quanto si detrae, quali pagamenti e documenti servono, se è possibile lo sconto in fattura e come scegliere le inferriate di sicurezza senza problemi con la detrazione.

Le inferriate di sicurezza sono detraibili?

Sì, le inferriate di sicurezza sono detraibili. La guida dell’Agenzia delle Entrate elenca tra gli interventi agevolabili quelli “relativi all’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi”, come furti e aggressioni.

Tra gli esempi citati dalla guida ci sono:

  • apposizione di grate sulle finestre o loro sostituzione;
  • porte blindate o rinforzate;
  • apposizione o sostituzione di serrature, lucchetti, catenacci e spioncini;
  • installazione di rilevatori di apertura e di effrazione sui serramenti;
  • tapparelle metalliche con bloccaggi e vetri antisfondamento.

La detrazione vale solo per le spese sostenute per interventi sull’immobile: un contratto con un istituto di vigilanza, per esempio, non rientra.

Serve una ristrutturazione per avere la detrazione sulle inferriate?

No, non serve una ristrutturazione completa. Le misure contro furti e intrusioni sono una categoria autonoma di interventi agevolabili dell’articolo 16-bis del TUIR: l’installazione di grate sulle finestre può essere l’unico lavoro eseguito sulla casa.

Restano da rispettare tutte le altre condizioni: pagamento con bonifico parlante, fatture intestate a chi chiede la detrazione, dati corretti nella dichiarazione dei redditi. Se installi le inferriate insieme ad altri lavori sulla stessa abitazione, il limite di spesa di 96.000 euro vale per l’insieme degli interventi sull’unità immobiliare.

Quanto si può detrarre oggi per le inferriate?

Per le inferriate pagate nel 2026 si detrae il 50% della spesa se l’intervento riguarda l’abitazione principale ed è pagato dal proprietario o dal titolare di un diritto reale di godimento, e il 36% negli altri casi. Il limite massimo di spesa è di 96.000 euro per unità immobiliare e la detrazione si divide in dieci rate annuali di pari importo.

Anno della spesa Abitazione principale, spesa pagata dal proprietario o titolare di diritto reale Altri casi ammessi (seconda casa, inquilino, comodatario, familiare convivente) Limite di spesa Rate
2026 50% 36% 96.000 euro 10 annuali
2027 36% 30% 96.000 euro 10 annuali
Dal 2028 al 2033 30% 30% 48.000 euro 10 annuali

Fonte: Agenzia delle Entrate, guida “Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali”, febbraio 2026, paragrafo 1.3. Dati verificati il 17 settembre 2026.

Conta la data del pagamento, non quella di inizio lavori: una spesa pagata con bonifico nel 2026 segue le percentuali del 2026. Per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 75.000 euro la legge di bilancio 2025 ha introdotto un tetto complessivo alle spese detraibili: in questo caso è bene far verificare l’importo effettivo al proprio consulente fiscale.

Chi può richiedere il bonus inferriate?

Il bonus inferriate può essere richiesto da chi paga l’Irpef e sostiene la spesa sull’immobile in cui vengono installate le grate, anche se non ne è proprietario. Secondo la guida dell’Agenzia delle Entrate possono chiedere la detrazione:

  • proprietari e nudi proprietari;
  • titolari di un diritto reale di godimento, come usufrutto, uso o abitazione;
  • inquilini e comodatari, con il consenso del proprietario e un contratto registrato al momento dell’avvio dei lavori;
  • il familiare convivente del possessore o del detentore, il coniuge separato assegnatario dell’immobile e il convivente di fatto, purché sostengano la spesa e siano intestatari di bonifici e fatture.

La percentuale più alta (50% nel 2026) spetta solo al proprietario o al titolare di un diritto reale, e solo sull’abitazione principale. Inquilini, comodatari e familiari conviventi possono detrarre il 36% delle spese del 2026.

Quali documenti servono per la detrazione sulle inferriate?

Per la detrazione sulle inferriate servono il bonifico parlante, le fatture e i dati dell’immobile da indicare in dichiarazione. Pagamenti in contanti, con carta o con bonifico ordinario non danno diritto alla detrazione.

  • Bonifico bancario o postale “parlante”: deve riportare la causale che richiama gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, il codice fiscale di chi chiede la detrazione e la partita Iva o il codice fiscale dell’impresa che riceve il pagamento. Molte banche offrono un modello di bonifico dedicato alle ristrutturazioni.
  • Fatture: intestate a chi chiede la detrazione, da conservare insieme alla ricevuta del bonifico.
  • Dati catastali dell’immobile: da indicare nella dichiarazione dei redditi.
  • Per inquilini e comodatari: estremi di registrazione del contratto e consenso del proprietario ai lavori.

Se più persone pagano la spesa e vogliono dividere la detrazione, il bonifico deve riportare il codice fiscale di ciascuna.

Come si indica la detrazione per le inferriate nel 730?

La detrazione per le inferriate si indica nel quadro E del modello 730, nella sezione dedicata alle spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio, riportando l’anno della spesa, l’importo e il numero della rata. Nella stessa dichiarazione vanno inseriti i dati catastali dell’immobile.

La prima rata si detrae nella dichiarazione relativa all’anno in cui hai pagato le inferriate; le altre nove negli anni successivi. Se la detrazione supera l’imposta dovuta in un anno, la parte in eccesso di quella rata non si recupera: per questo conviene valutare con un CAF o un commercialista quanto potrai effettivamente detrarre.

Si può avere lo sconto in fattura sulle grate di sicurezza?

No, per i nuovi acquisti di grate di sicurezza non è possibile scegliere lo sconto in fattura né la cessione del credito. Queste opzioni sono state bloccate dal decreto legge n. 11 del 16 febbraio 2023, con eccezioni transitorie solo per lavori già avviati o contrattualizzati prima di quella data. Oggi la detrazione si recupera in dichiarazione dei redditi, in dieci rate annuali.

Diffida di offerte che promettono uno “sconto in fattura” legato al bonus: uno sconto commerciale del venditore è possibile, ma non ha nulla a che fare con la detrazione fiscale.

Quali inferriate scegliere per non avere problemi con la detrazione?

Per la detrazione non è richiesta una classe antieffrazione minima: conta che si tratti di grate installate sull’immobile per prevenire furti e intrusioni, pagate e documentate correttamente. Per la sicurezza, invece, la classe conta molto, quindi conviene scegliere un prodotto con certificato e conservarlo insieme a fatture e bonifico.

Nella scelta considera:

Bistyle produce su misura nel laboratorio di Piacenza quattro linee di inferriate in acciaio zincato: Sikura con snodo autobloccante, Kiusa scorrevole a scomparsa, Edilia 2 con disegno ornamentale ed Evoluta 18 con disegno orizzontale.

Domande frequenti sul bonus inferriate

Le inferriate sono detraibili anche nella seconda casa?

Sì. Le inferriate installate in una seconda casa sono detraibili, ma con la percentuale ridotta: il 36% per le spese pagate nel 2026 e il 30% per quelle del 2027, sempre con limite di 96.000 euro e dieci rate annuali.

Posso detrarre anche il costo dell’installazione?

Sì. La detrazione riguarda le spese sostenute per realizzare l’intervento, quindi comprende sia la fornitura delle grate sia la posa, purché siano fatturate e pagate con bonifico parlante.

Il bonus vale anche per le persiane blindate e le porte blindate?

Le porte blindate o rinforzate sono citate espressamente dalla guida dell’Agenzia delle Entrate tra le misure contro furti e intrusioni, insieme alle tapparelle metalliche con bloccaggi e ai vetri antisfondamento. Per le persiane blindate verifica con il tuo consulente fiscale come inquadrare l’intervento. Le soluzioni Bistyle sono descritte nelle pagine porte blindate e persiane.

Il bonus inferriate vale anche per chi è in affitto?

Sì, l’inquilino può chiedere la detrazione se sostiene la spesa, ha il consenso del proprietario e un contratto di affitto registrato al momento dell’avvio dei lavori. La percentuale è quella ridotta: 36% per le spese pagate nel 2026.

Richiedi un preventivo per le tue inferriate

Prima di chiedere il bonus serve un preventivo chiaro, con la descrizione del prodotto e della posa da riportare in fattura. Contatta Bistyle: rispondiamo entro 24 ore e fissiamo un sopralluogo gratuito con rilievo delle misure entro 48 ore, con preventivo personalizzato senza impegno. Lo showroom si trova in Via Pietro Cella 9/A a Piacenza. Operiamo nelle province di Piacenza, Lodi, Cremona, Mantova e nell’area di Milano.

Nota: questa guida ha scopo informativo e non sostituisce la consulenza di un commercialista o di un CAF, che può verificare la tua situazione personale.

Mario Biffi
Fondatore di Bistyle, il marchio nato nel 2021. Mario Biffi è cresciuto con l'arte della saldatura tramandata dal padre: ha iniziato realizzando inferriate di sicurezza e ha poi ampliato le sue competenze alla produzione di persiane.

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